La vita della monaca passionista, quotidianità nella preghiera e nel lavoro  
   
 
È Risorto!

La nostra vocazione è la vocazione del Mistero! Il mistero della Presenza!
Il monastero è la presenza di Dio sulla terra!
A noi il Signore non ci chiederà se abbiamo dato da mangiare ai poveri, se abbiamo visitato un carcerato, se abbiamo vestito gli ignudi. Ma ci chiederà se abbiamo saputo “sprecare” o spezzare “ ai suoi piedi, il vaso profumato delle nostre esistenze.
“Il cristiano non giudica, è luce e Ia luce annulla il buio”
Tra il mondo e la vita claustrale non c’è un muro, ma solo un “velo”
Il velo della sposa, che fa appena intravedere il suo viso.
Il velo del tempio, che nasconde e rivela le tavole della legge.
La clausura luogo del mistero, sguardo sull’infinito. Presenza.
La monaca è la serva dell’umanità attraverso la sua preghiera.
La monaca passionista è la serva dell’umanità sofferente.
È colei che vive l’estasi della vita!
È colei che indossa il “grembiule” dell’intercessione, affinché il fratello o la sorella che sono nel dolore non si sentano soli e il tunnel della sofferenza ha fine, poiché al di là c’è la Luce!
Le monache non sono delle sepolte vive ma piuttosto presenza visibile dell’Invisibile!
Ma quale responsabilità! Ma quanta umiltà!
Ascolto di Dio!
Ascolto dell’uomo!
Contemplare il Crocifisso!
Le passioniste non devono fare memoria ma essere memoriale di un Mistero!
Il Mistero del Verbo della Vita, la Vita che si è fatta visibile.
Ma noi abbiamo trafitto ... e ucciso l’Autore della Vita, ma la Vita è più forte della morte!
Egli è Risorto!
È il Signore!

M. M. Camilla dell’Amore Crocifisso
 
     
 
 
 
Orario comunitario
 
     
 
  5,45
6,15
7,00
7,30
8,15
8,30
9,00
11,30
12,00
12,45
13,30
14,30
14,45
16,00
17,00
17,55
19,30
20,00
21,15
  Levata
Ufficio e Lodi
Preghiera personale
Santa Messa
Ora Terza
Colazione
Lavoro
Sesta e Lettura spirituale
Pranzo
Ricreazione
Silenzio - riposo
Nona e S. Rosario (invernale)
Nona e S. Rosario (estivo)
Studio comunitario
Lavoro
Vespro e Orazione
Cena
Ricreazione
Compieta
Riposo notturno
 
 
 
Libere in clausura

“Se tu conoscessi il dono di Dio!” (Gv 4,10). Questo versetto dell’evangelista Giovanni, potrebbe essere l’inizio per una riflessione sul dono che Dio Padre ci ha fatto della libertà. Oggi, molti, credono che libertà voglia dire fare tutto quello che mi passa per la testa, quello che piace, o ciò che procura un senso di piacere, fisico, psichico e forse anche spirituale. Ma questa è davvero libertà? Rende i giovani realmente pieni di gioia e d’entusiasmo? Io credo proprio di no. E voi ragazzi e ragazze della che ne dite?
Ascoltiamo cosa ci dice Gesù, in un altro passo: “La verità vi farà liberi!” (Gv 8,32).
E qual è questa verità che ci può rendere liberi? La risposta è: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”.
Allora significa che la vera libertà è “l’Altro”, e di conseguenza anche “l’Altro” vale a dire il fratello e la sorella.
Non è un gioco di parole, ascoltiamo in proposito una breve riflessione del grande teologo protestante Bonhoeffer, morto nel campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale: “Essere libero, significa essere per l’altro […] significa che solo se vivo in rapporto all’altro sono libero.”
Sicuramente vi domanderete: è possibile vivere il dono della libertà in clausura? È forse possibile, vivere libere dietro le grate, nell’osservanza di una Regola, nel dover “obbedire” ad una superiora?
Libere in clausura? Penso proprio di sì. Sapete perché? Qui, non ci sono “catene” di ferro, ma c’è solo un tenue filo, quello dell’amore, del dono di sé: “L’amore umano non è nelle mani di Dio, ma nelle nostre. Esso è il frutto della nostra libertà fin dal principio, Dio non ha potuto creare in noi l’amore, ha potuto soltanto desiderarlo”.
Mi viene in mente una bellissima frase di un canto, che dice così: “Tu sei per me libertà infinita!” La libertà di una claustrale? Semplice! È tutta “condensata” nel versetto con cui ho iniziato: “Se tu conoscessi il dono di Dio!” Che significa? Significa che la libertà di una claustrale (ma dovrebbe essere di tutti i cristiani), è nel dono di Dio, è il dono del Padre, è Gesù! E Gesù, chiede anche a te “Dammi da bere!”
Morale della favola? La vera libertà, la troviamo solo quando, fuori o dietro una grata facciamo come il Buon Samaritano. “Va, e anche tu, fa lo stesso!” (Lc 10,37).
E... la Libertà infinita, abiterà in te!
Buon cammino!
 
     
   
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